Il Santino Manufatto – I Canivet del XVIII secolo

Il Santino Manufatto

La Miniatura

    Prima ancora di tutte le tecniche incisorie e prima ancora dell’avvento della stampa, la miniatura ha permesso all’artista di esprimersi nella stesura dei libri.

    La Miniatura, che deriva il suo nome dal latino Minium ovvero un minerale da cui si ricava una particolare tonalità di rosso vivo usato per una primitiva colorazione, era usata principalmente per la decorazione dei Messali, le Bibbie, i Vangeli, i Salteri e i libri di preghiere ed occasionalmente anche libri di carattere profano, quali i Codici.

    Esse avevano il compito di decorare i capolettera di ogni capitolo o semplicemente raccontare visivamente passi biblici. Attorno al XIV e XV secolo da elemento decorativo dei capolettera la miniatura si evolve e fino a diventare scena narrativa pittorica indipendente dalle iniziali per diventare un elemento decorativo a se stante del libro.

    Con la diffusione della stampa la miniatura perde d’importanza e da elemento decorativo diviene elemento lussuoso destinato a pochi destinatari.

    Le prime miniature non più ex libris quindi indipendenti dai libri risalgono intorno al secondo decennio del XVI secolo, quando viene usata al posto della costosa pergamena, il velin, ossia pelle di vitello, più sottile e più bianca. Dal XVII secolo vengono utilizzati altri supporti, in primis la carta e successivamente in avorio e soprattutto nuove tecniche pittoriche, acquerello, a guazzo ed a olio. Sedi principali dei miniaturisti europei erano i conventi ed i monasteri, principalmente quelli benedettini in Italia (degni di menzione quelli di Montecassino, di Bobbio e di Farfa).

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